
Explore Petina
L’origine di Petina, stando a documenti ufficiali, risale attorno all’anno 1000. È stata Università autonoma fino alla sua elevazione a Comune. Tra i documenti più antichi vanno ricordati la pergamena conservata nell’archivio del monastero della Badia di Cava Dei Tirreni data 1174, e la pergamena conservata nell’abbazia di Montevergine. Inizialmente il suo nome era “Abetina “grazie ai numerosi abeti presenti che la rendono particolarmente caratteristica.
Il paese, alle pendici degli Alburni, situato sotto i monti Forloso e Pietralata, in un territorio ricco di boschi di faggi, pini e lecci, si affaccia sul vallone di S.Onofrio, già vallone della Colonna, e conserva ancora oggi tutte le caratteristiche di un piccolo borgo medievale, che sembra incollato alle pendici degli Alburni. Il punto più alto, impropriamente chiamato Castello, situato in una località denominata “la costa”, non doveva essere altro che un modesto fortilizio ricavato nella viva roccia, intorno al quale vennero costruite le abitazioni collegate tra loro attraverso stretti e tortuosi vicoli.
L’Astronomia è una delle poche discipline, o forse l’unica, che consenta uno studio veramente interdisciplinare di materie come fisica, matematica, scienze naturali, chimica, filosofia, storia, religione ed osservazioni scientifiche. In tale ottica fu realizzato l’attuale Osservatorio Astronomico ossia quello di far si che il Cosmo di cui noi facciamo parte sarebbe diventato parte integrante di noi stessi. Infatti l’Osservatorio Astronomico, con il suo telescopio, ripropone “l’ambiente “ tradizionale dal quale gli studiosi hanno potuto cogliere e colgono tutt’ora molti dei segreti del Cosmo. Ma per quanto estremamente evoluta e tecnologicamente avanzata, la scienza del cielo”soffre” di una importante e caratteristica limitazione: la lontananza dei corpi celesti, che costringe gli astronomi ad uno studio a distanza , spesso tra mille difficoltà, con poche eccezioni riguardanti il nostro sistema
L’Eremo di S.Onofrio: dipendeva dall’Abazia di Montevergine, e in passato, fino all’entrata in vigore dell’editto di Napoleone che decretò la soppressione di Enti e Chiese religiose, ebbe particolare vitalità perché centro di richiamo sia per la comunità petinese che per quelle dei paesi limitrofi.Durante il periodo del suo massimo splendore il Sacro Edificio custodiva al suo interno preziose tele ed affreschi, che sono oggi andati completamente perduti. L’Eremo é situato nella zona più a meridione dell’attuale Centro Abitato , nei pressi del Vallone Denominato della Colonna Grande che dava origine alla vecchia Strada Dei Mulini.
L’ex Casa Eca risale allo stesso periodo dell’Eremo di S. Onofrio.
Solo successivamente intorno agli anni quaranta fu donata all’ECA Ente Autonomo Case. La caratteristica principale di tale struttura é che all’interno ancora si vedono i resti di uno dei più grandi frantoi gestito dai monaci dell’Eremo. Il piano terra era destinato al frantoio vero e proprio, con un locale destinato anche al ricovero degli animali. Il primo livello e il sottotetto erano destinati, in parte ai custodi del frantoi, in parte a coloro i quali usufruivano del frantoio stesso.
La Strada dei Mulini: ubicata nella Valle dei Mulini, nel territorio comunale di Petina a ridosso del Vallone di S. Onofrio, il Mulino in località “Cornito” di proprietà della Sig. Matera Luigia è il primo dei quattro mulini facenti parte della vecchia strada “Dei Mulini”.
Infatti sul Vallone di S. Onofrio (ex Vallone Grande) vi erano altri tre mulini quello della “Beccaccia” quello degli “Orfanelli di Pompei” e quello “Saporito”.



